ARTROSCOPIA DEL GINOCCHIO IN ANESTESIA LOCALE (DAY HOSPITAL)

Lesioni Meniscali, Corpi Liberi Endoarticolari, Gonartrosi minori, Lesioni traumatiche o degenerative del menisco possono determinare dolore e gonfiore e limitazione della funzionalità.

L’esame clinico, coadiuvato dall’esame radiografico ed eventualmente dalla risonanza magnetica può porre indicazione ad effettuare un intervento in artroscopia.

Grazie a questa metodica si possono risolvere problematiche meniscali e cartilaginei in anestesia locale e praticando l’intervento attraverso due piccole incisioni di circa 1 centimetro. Al termine dell’intervento, che dura circa 20 minuti, il paziente può tornare al proprio domicilio e solitamente riprendere la propria attività entro pochi giorni.
Stesso trattamento, in casi selezionati, può essere indicato per gonartrosi iniziali ed in presenza di corpi liberi endoarticolari.

CIFOPLASTICA PERCUTANEA PER FRATTURA VERTEBRALE

Quando avviene una frattura vertebrale osteoporotica o traumatica che non danneggia il sistema nervoso, si può usare una tecnica mininvasiva per stabilizzare la vertebra, togliere il dolore al paziente, evitare l’uso del busto e restituirlo ad una vita normale in pochi giorni.

L’intervento viene eseguito in anestesia locale. Ha una durata inferiore ai 30 minuti per corpo vertebrale fratturato.

L’intervento è indolore, il giorno seguente il paziente può lasciare il ricovero e tornare al proprio domicilio. La fisioterapia non è necessaria.

LA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE

L’intervento per la sindrome del tunnel carpale  può essere considerato ambulatoriale, consiste in una incisione di circa 3 cm di profondità e nell’incisione del nervo, che viene quindi liberato.
Dopo 12 giorni si possono rimuovere i punti di sutura.

CORREZIONE DEL VALGISMO DELL’ALLUCE

L’intervento chirurgico dura circa 45 minuti e prevede il ricovero di una sola notte. Il giorno seguente il paziente indossa una calzatura particolare (calzatura di Barouk) Se prevenuto con gesti chirurgici poco aggressivi ed una buona terapia analgesica post operatoria, la prima giornata è assolutamente tollerabile. Il secondo giorno, solitamente, il paziente torna a casa potendo camminare, magari aiutandosi con bastoni canadesi, senza dolore importante.

Tornerà a controllo dopo 1 settimana e rimuoverà i punti dopo 2 settimane. Lascerà la calzatura di Barouk dopo 4-6 settimane per tornare ad una vita normale.

IMPIANTO PROTESI DELL'ANCA

L’intervento di impianto della protesi dell’anca prevede la sostituzione dell’articolazione malata, quindi dolorante e limitata nei movimenti, con un impianto artificiale fatto di metallo o ceramica plastica. Solitamente l’intervento viene praticato in anestesia periferica e con tecnica chirurgica mini-invasiva che prevede tagli cutanei relativamente piccoli.
L’intervento è seguito da una breve degenza in ospedale (8-10 giorni). I primi giorni il paziente alternerà il riposo a letto alla posizione eretta, ed eseguirà esercizi di mobilizzazione passiva ed attiva, dell’arto operato. Solitamente il quinto giorno il paziente è in grado di salire e scendere le scale.

RICOSTRUZIONE DEL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE

Un trauma distorsivo del ginocchio può determinare la rottura del legamento crociato anteriore. Legamento molto importante nello stabilizzare la gamba alla coscia, opponendosi allo scivolamento del ginocchio in senso antero-posteriore. Spesso il legamento crociato anteriore si rompe per un trauma, in valgo-rotazione interna, frequentemente da sci o da contrasto durante il gioco del calcio.

L’intervento avviene prelevando la parte centrale del tendine rotuleo ed inserendolo, sotto controllo artroscopico, al posto del legamento rotto. La durata dell’intervento è di circa 1 ora ed il ricovero prevede, spesso, 1 notte di degenza.

Il paziente cammina subito con un tutore e 2 bastoni canadesi e solitamente riprende una blanda attività sportiva dopo 4 mesi. Può tornare alla completa ripresa, in media, dopo 6 mesi dall’intervento.

TRATTAMENTO CHIRURGICO DELLA SINDROME DI DUPUYTREN

La terapia chirurgica della sindrome di Dupuytren prevede un’incisione che permette di asportare tutta l’aponeurosi palmare malata. Questo approccio limita le recidive che più spesso si verificano con trattamenti più conservativi e scarsamente risolutivi. Al termine dell’intervento la mano viene bendata e sarà poi medicata il giorno seguente. I punti di sutura sono rimossi in quindicesima giornata.

TRATTAMENTO CHIRURGICO DEL DITO A SCATTO

L’intervento chirurgico per il trattamento del dito a scatto si esegue in regime ambulatoriale/day hospital. Si effettua in anestesia locale e – tramite una piccola incisione di circa 1 centimetro alla base del dito affetto- permette di allargare il “canale” nel quale scorre il tendine. Si tratta in pratica di incidere la puleggia. L’operazione dura circa 10 minuti e lo scatto scompare immediatamente. Le dita non devono essere immobilizzate e la medicazione non è particolarmente fastidiosa o compressiva, lasciando libero il movimento. La rieducazione di solito non necessaria. La ripresa dell’attività è possibile dopo la rimozione dei punti di sutura.

TRATTAMENTO CHIRURGICO DELLA TENOSINOVITE STENOSANTE DI DE QUERVAIN

L’operazione per il trattamento della tenosinovite stenosante di de qurvain consiste in una piccola incisione di due/tre centimetri per aprire il tunnel, rimuovere la guaina sinoviale dei due tendini e restituire un canale più largo. I punti vengono rimossi dopo circa 10 giorni. La rieducazione non è necessaria.

TRATTAMENTO CHIRURGICO DEL QUINTO METATARSO VARO

Nella cura 5° dito varo quando cerottaggi, terapie fisioterapiche o protezioni in silicone risultano inutili e la deformità è accompagnata da dolore è difficoltà motorie, allora è necessario ricorrere alla correzione chirurgica.
Attualmente è preferibile trattare la patologia con la tecnica chirurgica percutanea mini invasiva. L’anestesia è locale e i gesti chirurgici, permettono sia una correzione dei tessuti molli sia una correzione dell’osso. L’intervento chirurgico può prevedere plastiche cutanee, allungamenti tendinei e osteotomie dell’osso per il riallineamento dell’articolazione.

L’intervento consiste nel reincavigliamento della quinta testa metatarsale con arretramento e medializzazione della stessa, allungamento a baionetta del tendine estensore e riduzione della testa sul piano del metatarso. Completa l’intervento l’ allungamento degli altri 4 tendini estensori (a cielo chiuso, con incisione di pochi millimetri).

Obiettivo dell’intervento è rendere calzabile il piede senza sofferenza e diminuire il carico dalla 5ª testa metatarsale. Ciò si realizza arretrando e spostando poi al centro del piede (medializzando) la testa, quindi sollevandola e togliendo la pressione su di essa da parte del 5 dito che si era posto sopra la testa metatarsale. L’intervento non necessita di mezzi di sintesi, poiché avviene con l’incastro della testa sul metatarso.

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