La Sindrome clinica post CoViD-19

Maurizio Maggiorotti(*), Claudio Tavera (**)

In questo momento lo sforzo degli scienziati di tutto il mondo è giustamente rivolto a prevenire l’infezione da SARS-CoV-2 e a curare la CoViD-19, una pandemia che sta colpendo duramente tutti gli abitanti del pianeta.

Fortunatamente il 40% delle persone infette non sviluppa sintomi e del 60% che si ammala, solo una minima parte (circa il 15-20% di questi) ha sintomi tali da richiedere il ricovero. Solo il 5-10% dei ricoverati per CoViD-19 manifesta sintomi così gravi da necessitare di essere assistito in reparti di Terapia Intensiva.

Diverse terapie in fase di studio sembrano promettenti così come i vaccini che hanno ormai completato la fase 3 della sperimentazione e stanno per essere immessi sul mercato. Probabilmente nei prossimi mesi sconfiggeremo il virus.

Si parla poco però di un altro aspetto, appena meno importante: la “Sindrome post CoViD-19” (1-13). In Italia possiamo stimare di avere, entro novembre 2020, circa mezzo milione di persone che hanno superato la malattia, ma quanti di questi sono in perfetta forma? Alcuni studi hanno dimostrato l’interessamento di organi o sistemi, tra i quali polmoni, cuore, cervello, reni e sistema vascolare in numerosi pazienti con infezione da SARS- CoV-2 guariti o anche asintomatici.

La “Sindrome post CoViD-19” è caratterizzata principalmente da astenia, problemi di equilibrio e difficoltà alla concentrazione. Da uno studio italiano, condotto su 143 pazienti guariti, è emerso che dopo 2 mesi dalla dimissione persistevano affaticamento, difficoltà respiratorie, dolori articolari e comunque per circa la metà di questi la qualità della vita era peggiorata, sebbene nessuno avesse febbre o gli altri sintomi tipici della malattia acuta. Una ricerca statunitense condotta su 640 malati, la maggior parte dei quali non ricoverati e comunque nessuno in Terapia Intensiva, ha rivelato che per oltre 2 mesi il 70% di questi lamentasse facile stancabilità, cefalea, brividi e una netta difficoltà complessiva al ritorno della condizione fisica pre-malattia.

La Sindrome post CoViD-19 trova verosimile base razionale nella patogenesi della malattia caratterizzata da una rilevante base pro-infiammatoria con elevato stress ossidativo. Ciò mette in pericolo l’equilibrio della bilancia redox dell’organismo, impegnato a fronteggiare una importante battaglia immunitaria. Così anche quei soggetti che per le loro caratteristiche rispondono meglio e manifestano i sintomi più lievi o addirittura non ne manifestano, al termine della sindrome da CoViD-19 si troveranno con il sistema antiossidante gravemente indebolito per il depauperamento dei suoi elementi costitutivi.

Fatta diagnosi clinica di “Sindrome post CoViD-19” si impone un trattamento. Allo scopo abbiamo messo a punto una specifica strategia terapeutica personalizzata. Il trattamento mira a riequilibrare il sistema antiossidante e a fornire all’organismo quei fattori nutrienti necessari per la produzione di energia cellulare.

Utilizziamo per questa finalità un approccio terapeutico combinato che unisce gli effetti potenziativi e tra loro complementari dell’ossigeno-ozono terapia sistemica e della terapia endovenosa a base di vitamine, antiossidanti, aminoacidi e minerali (14-21).

È noto da tempo che la somministrazione di ossigeno-ozono per via sistemica induce una importante reazione antiossidante riequilibrante lo stress ossidativo che si verifica nel corso delle infezioni virali. Ciò è determinato dalla iper produzione di agenti ossidanti (ROS) che se non adeguatamente inattivati dal nostro sistema tampone (bilancia redox) diventano a loro volta causa di malattia. Il nostro sistema antiossidante, per funzionare bene, ha però bisogno di un substrato di elementi che vengono consumati dalla battaglia condotta contro l’infezione. La terapia endovenosa con minerali, aminoacidi e vitamine idrosolubili va a reintegrare il depauperamento di questi elementi.

Abbiamo notato una risposta con feedback positivo anche a breve termine in tutti i pazienti trattati ambulatorialmente, sebbene il campione fin qui trattato non sia omogeneo per sesso, età e per rilevanza dei sintomi pre-trattamento. Ci fa ben sperare che i pazienti potranno trovare ristoro nella terapia combinata che stiamo praticando e sui cui risultati stiamo raccogliendo dati utili per più accurate e future conclusioni.

(*) Medico Chirurgo Ortopedico – Master 2° liv Stress, Sport e Nutrizione. Presidente Società Italiana Medicina.
Potenziativa – Segr. Gen. Federazione Italiana Ossigeno Ozono Terapia.

(**) Medico dello Sport – Segr. Gen. Società Italiana Medicina Potenziativa – Certificato ABAARM A4M
(American Board of Antiaging and Regenerative Medicine)

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