La scoliosi: cause e cura di una patologia ortopedica tipica dell’adolescenza

La scoliosi è una patologia tipica della crescita che può colpire sia i maschi sia le femmine, con una leggera prevalenza per quest’ultime.

Al contrario di quello che pensano molte mamme, lo zaino non influisce minimamente sulla comparsa della scoliosi: il disturbo infatti non è legato a un’inclinazione laterale del corpo e delle vertebre, ma a una rotazione dei corpi vertebrali.

Dato che si tratta di una patologia legata allo sviluppo, la diagnosi precoce rimane lo strumento più efficace a nostra disposizione per contenere i danni e risolvere il problema in modo definitivo. Vediamo nel dettaglio quali sono le tappe fondamentali del percorso di cura.

Conteniamo i danni: l’importanza della prevenzione

La diagnosi precoce è molto importante per mettere in atto delle strategie volte a evitare l’insorgere della scoliosi.

È opportuno portare i ragazzi dall’ortopedico soprattutto durante il periodo compreso tra gli ultimi anni delle scuole elementari e le scuole medie e, a scopo preventivo, è consigliato sottoporli a una visita ortopedica almeno 1 volta l’anno per osservare l’evoluzione dello scheletro. Questo perché dopo la pubertà, ovvero quando lo sviluppo è ormai concluso, non è più possibile intervenire sulla scoliosi in modo risolutivo.

Come avviene la diagnosi di scoliosi: la visita ortopedica

La visita ortopedica approfondita serve a rilevare i cambiamenti avvenuti nella colonna vertebrale. Quando la colonna è ruotata, si riscontra una parte che “carica” di più e una parte che invece lo farà meno; le stesse faccette articolari saranno più compresse da un lato e meno dall’altro, con il rischio di un’artrosi precoce.

Per diagnosticare la scoliosi l’ortopedico farà piegare il paziente in avanti e lo osserverà di lato e da dietro. Nei casi sospetti, raccomanderà una radiografia che potrà fotografare la situazione della parte interessata e rilevare il grado di gravità della scoliosi.

La cura della scoliosi: la terapia cambia a seconda della gravità

Se la scoliosi è ancora a livello iniziale, può bastare intervenire con un ciclo di ginnastica posturale con esercizi mirati e risolutivi. Nei casi più avanzati, ovvero quando si superano i 20°-30° di scoliosi, è indicato l’uso del busto. Infine nei casi estremi si opta per l’intervento chirurgico, ma si tratta di un’eventualità molto rara.

Per curare la scoliosi la diagnosi precoce è d’importanza cruciale

Se hai figli adolescenti è fondamentale sottoporli 1 volta l’anno a una visita ortopedica: in questo modo potremo osservare lo sviluppo dello scheletro e individuare per tempo una possibile scoliosi.

Le possibilità di cura aumentano in proporzione alla tempestività della diagnosi: un controllo regolare aiuterà a tenere la situazione sotto controllo e a rilevare eventuali problemi per tempo.

Condividi questo articolo
Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter